Per capire il post su Biagi e Pasolini
Un fatto scolastico che mi è stato riferito di recente può chiarire meglio il post precedente su Enzo Biagi. Anche perché i timori di Pasolini a molti sono sembrati eccessivi. E invece no!!!
In classe il professore assegna una traccia: “Parla della tua scuola. Cosa va e cosa non va”. Un alunno insorge: “Ma che traccia è questa? Che devo scrivere su questo?”. E il prof: “ E per fornirti argomenti quale traccia ti avrei dovuto dare?” L’alunno: “Magari una sul razzismo, o sull’integrazione. Su quelle cose ho sempre tanto da dire. Ma non su di me”.
Ecco il frutto che temeva (e che già leggeva) Pasolini: i “valori giusti” iniettati dalle cattedre e dalle televisioni. Una generazione (sfortunata!) che avrebbe saputo parlare bene di tutto ma non di sé. Eccola la cultura costruita dalla televisione di Biagi. Piena di valori e belle parole. Ma in fondo tanto, tanto vuota. E la colpa non è certo dei ragazzi. A buon intenditor poche parole!!!
11 commenti:
Magari l'avessi avuta io una traccia così, ci avrei scritto un libro!
Comunque al prossimo compito (visto che esco sempre fuori traccia)
ne parlerò di cosa va e cosa non va, per un unico motivo: scrivere è l'unico modo per far si che il proprio pensiero prenda forma e per cui ci si può convincere di ciò che
si vuole.
Quell'alunno assomiglia a tante persone che conosco che si spaventano di scrivere cose che mai nessuno gli ha detto di scrivere. Io penso che più che "parlare della tua scuola", uno dovrebbe parlare di quello che vuole, senza traccia perchè quelle cose che scriverà sono le cose incondizionate.
Però a questo punto rivolgo una domanda: è possibile essere liberi di scrivere di se stessi?
Se si, allora dovremmo sempre scrivere di noi stessi, al di là delle tracce e degli argomenti, che magari servono da paragone con noi stessi.
P.S.
Mi vogliono obbligare a leggere un libro: "Le memorie di Adriano" (penso tratti dell'imperatore Adriano), è tempo sprecato (ovvero, può servirmi più dei libri che sto leggendo ora)?
PER DONATO: Certo! Ogni traccia dovrebbe essere orientata a parlare di noi. Attraverso tutto ma sempre su di noi!! Tutto (la giustizia, la verità, i bambini dell'Africa, la mafia, etc. etc,) acquisisce sempre e solo in rapporto a noi stessi e alla nostra felicità!!
Su Adriano: quel libro non è il migliore che esista!! Ci sarebbe tanto altro da leggere... Però fa capire bene una cosa che molti preferiscono dimenticare...
Anche l'uomo più grande, ricco e fortunato (in questo caso un imperatore) se è serio e intelligente si accorge di un dato di fatto: che sul destino dell'uomo c'è poco da ridere...
Io andrei oltre la cultura della televisione. A volte ho come l'impressione che i grandi temi vengano sbandierati da tutti (televisione, giornalisti, politici di tutti i generi, estremisti, moderati (?), radical chic) come di vitale importanza, oltre il loro vero significato, per non lasciarti il tempo di occuparti del tuo quotidiano. Non voglio fare una critica sterile al tuo post; vi sono cose condivisibili (televisione, di Biagi, piena di valori e belle parole) ma non complete: non tralasciamo il fatto che l'altra televisione, quella di intrattenimento (irrilevante) e quella della pubblicità (determinante), ci propinano quel tanto, tanto vuoto che, a volte, bisogna riempirlo con temi di alta statura. In questo modo si fa il gioco di chi vuole tenerci al guinzaglio e, soprattutto, lontani dal quotidiano. Prova ne sia la reazione dell'alunno che insorge contro la traccia. E' sempre così, quando ti piazzano davanti argomenti vuoti ma che ti riempiono di necessità superflue, sei costretto a cercare qualcosa fuori di casa tua.... dimenticandoti, magari, che il frigo è vuoto o che un rubinetto gocciola!
PER NATHAN Grazie Nathan. Non è sterile la tua polemica, anzi, è di aiuto. Anzitutto perchè ridice che il nulla può riempire tanto tanto spazio (se solo penso alla scuola di oggi...).
Ci fanno pensare a tutto tranne che a noi, tranne che a "casa nostra"... Però dico a te: Ma siamo sicuri che casa nostra (in fondo, in fondo) sia il rubinetto dell'acqua e non altro???
Attenzione..perchè altrimenti corriamo il rischio contrario... Io ho in mente un'immagine chiara... Le assemblee di istituto: anni fa gli studenti parlavano del rapporto tra il loro quotidiano (la scuola, lo studio. la famiglia...) e il mondo (il terzo mondo, il VietnAM, ETC.). Ora parlano della tapparella rotta in classe e delle sedie che mancano!!! Hai capito!! Il vero quotidiano (la vera casa) è il rapporto tra me e il mondo.. Non tra me e il mio rubinetto (e quindi anche quello degli altri).
Noi siamo fatti per gli altri (l'uomo è animale politico diceva Aristotele)... ma in relazione a noi stessi, alla nostra felicità. Mi spiego meglio appena posso. E vengo anche a trovarti sul blog...
Non ho.... ancora un blog. Ma, tempo permettendo, vengo sempre a rovistare nei blog altrui.
Quanto alla definizione aristotelica, beh... io, nel mio piccolo, di chi prova talvolta a fare della filosofia spicciola, l'ho completata così: "L'uomo è un animale politico quando viene fuori dalla sua situazione naturale di individualista!" Mi spiego:
Se il rubinetto di casa perde perché sono occupato a disquisire di problemi solo ed esclusivamente al di fuori della mia abitazione, sarò un uomo incompleto. Se la mia casa (intesa come il mio io interiore) presenta dei problemi di trascuratezza, non potrò avere un'attenzione maggiore per problemi che sono al di fuori di me!
Spero di essermi spiegato con sufficiente chiarezza.
Poi, concordo sull'appunto che mi fai.... grazie al cielo, le opinioni sono, appunto, opinabili!
Travaglio critica Berlusconi e tu critichi Travaglio.
Travaglio prova piacere facendo le scoperte sugli inciuci di Berlusconi.
Tu provi piacere scrivendo sui piaceri che prova Travaglio scoprendo gli inciuci di Berlusconi.
Travaglio dopo aver comunicato la sua scoperta "sorride".
Tu nello spazio dove pubblichi la notizia della stupida risata di Travaglio inserisci una foto e riporti la frase "pino ridens"...
Non ti sarai elevato a Travaglio della situazione? Con affetto, Gianluca
Scherzi a parte, ieri ho scritto un commento di mezz'ora al post precedente e quando l'ho inviato mi ha segnalato l'errore... ovviamente non ho avuto la possibilità di riscriverlo e non mi sarà possibile nemmeno stasera. Trovo molto interesante l'argomento che hai sollevato e ricordo oltretutto con piacere che proprio sullo stesso argomento ci eravamo già confrontati. Eravamo oltretutto anche d'accordo!
Nel commento di ieri facevo riferimento proprio all'intervista di Biagi a PPP; un caso analogo potrebbe essere quello della critica che PPP rivolse in piena contestazione ai sessantottini (figli di papà). PPP mise in evidenza come in quel contesto si stava consumando in realtà
una vera e propria lotta di classe ai danni dei poliziotti (figli di proletari).
Lo stesso discorso PPP lo fece a proposito dell'aborto: mentre la sinistra riteneva di aver conquistato un nuovo e grande diritto, PPP poneva la questione in termini di potere (del genitore) e di subordinazione (feto)...PPP leggeva gran parte della realtà in quella chiave. Anche per questo è difficile credere alle accuse di violenza sessuale ai danni di un bambino che le sono state rivolte...
Il partito comunista, prima ancora della pronuncia del guidice (che lo dichiarò innocente) lo allontanò dal partito...
Ho letto la Provocazione di Pino,e da studente universitario, appena uscito da un liceo cerco di dire quello che penso.
La cio che ha fatto il professore, anche io all'inizio, l'ho trovato strano, e non mi meraviglio affatto della domanda del ragazzo che ha quasi riso in faccia al professore che ha solo cercato di fargli porre qualche interrogativo... Cio che penso è che non bisogna prendersela con la tv ormai sempre piu vuota, o con la stramagioranza di professori che non hanno capito quello che e veramente importante per un ragazzo.
Io penserei, piu che a polemizzare e a farsi pippe mentali su di chi e la colpa, a guardare la realtà, che pur brutta che sia, è pur sempre quella che ci ritroviamo ogni giorno davanti. Senza mezzi termini quello che voglio dire io è:
"Davanti a tutto questo VUOTO cosa ci vuole?" O meglio: "Chi ci Vuole?
Bhe, per me non c'e voluta solo Tina Dilena, come per te Pino, ma c'e voltua innanzitutto una educazione cristiana che considero fondamentale, e ci vogliono le persone giuste... Anche io come quel ragazzo alla provocazione di Tina ho risposto: "Ma che cavolo di domande mi fai?", Ma a quelle persone che mi stanno tutti i giorni accanto e che ti sbattono la realtà in faccia, a quelle non puoi restare indifferente... Quindi per concludere direi che c'e bisogno di amicizie vere, di interessamento per l'umanità che c'e nell'altro e la fanno propria, e questo serve sia all'altro sia a me! il problema e Come lasciare aperta questa grande ferita "ferita" che è l'amicizia vera?... chi non vorrebbe un amico che ti voglia bene sul serio?...
PER NATHAN:E' vero! L'uomo è animale politico quando esce dall'individualismo. Proprio così. L'alternativa a ciò è il vivere per gli altri ma non per sè. Marx (che tagliava corto e sapeva bene il latino) la chiamò giustamente alienazione(vivere per l'altro)e disse a tutto il mondo (che già lo sentiva nella pelle) quanto tutto questo fosse brutto.
Aveva ragione: un uomo non deve vivere per gli altri, deve vivere per sè.
Ma attenti: questo vale per l'operaio che rischia di vivere per il suo padrone, ma anche (sembrerà strano) per il "buon" ambientalista che rischia di vivere per i posteri o il giovane comunista che nel suo giornalino annuncia un mondo bello che arriverà quando noi non ci saremo più.
Il fine della sua vita è alius (altro) non sè. E invece un uomo è sano quando vuole vivere per la sua propria felicità. Per questo si interessa (giustamente) del suo rubinetto e del suo frigorifero. Ma il punto viene qui: proprio quando l'uomo ha risolto il problema del rubinetto e del frigo di casa scopre che ha bisogno di altro. Scopre, cioè, che senza qualcos'altro anche il suo rubinetto e il suo frigo perdono ogni gusto (vedi il post sulle facce. COsa è questo "altro"? E' di questo che dovremmo parlare... DI cosa abbiamo bisogno veramente???
POST SCRIPTUM INTELLETTUALOIDE NELLA FORMA MA VERO NELLA SOSTANZA: Peraltro l'uomo, per sua natura, è dipendente da qualcosa che viene fuori della sua individualità non vivrebbe. Se non avesse "altro da sè" neppure il suo corpo potrebbe vivere. Non è in dubbio, infatti, che viviamo di alimentazione (e cioè prendere altro - alius - da sè).
PER GIANLUCA: Caro cugino, ti ringrazio. Per il supporto del secondo post, ma soprattutto per la Pro-vocazione del primo. CI ho pensato... Ho guardato la foto "Pino ridens", poi ho cercato in rete molte foto di Travaglio. E mi sono chiesto: ma è proprio lo stesso sorriso??? E' nato da lì il post "Che facce vuoi avere"?. Grazie per l'idea.
PER FRANCESCO COLONNA: Caro Francesco. Io parlo di come la cultura attuale sia impostata per far fuori le esigenze autentiche e la coscienza degli uomini!! Può essere discutibile o meno. Anzi, mi sembra anche che tu condivida questo vuoto. Ma cosa c'entrano la Dilena e tutte le altre cose che dici??? E soprattutto (questa è una pro-vocazione) che diavolo c'entra questa educazione cristiana???
Posta un commento