mercoledì 12 dicembre 2007

Scusate, si può parlar male di Enzo Biagi?

Perchè non tutti i "giusti" sono uguali.

Nei giorni delle “celebrazioni” per la morte di Biagi ho fatto un giro in rete per conoscere le gesta del presunto eroe e mi sono imbattuto, tra le altre cose, nella famosa intervista a Pasolini (che consiglio di guardare qui prima di leggere). A un certo punto mi ha folgorato una frase di PPP.“Le parole che cadono dal video cadono sempre dall'alto, anche le più democratiche, anche le più sincere.
Pazzesco! Capite cosa ha detto Pasolini a Biagi?? Che puoi dire anche le cose più belle e giuste, ma se le dici da un luogo di potere, dall’alto verso il basso (la Tv come una cattedra), se davvero non entri in
rapporto con la gente a cui parli, non cambierai mai veramente nulla. Questo Enzo Biagi non lo accetta. Non può accettarlo. Lui ha sempre fatto così. E’ stimato per questa lealtà, questa passione al “Fatto vero”. Tutti (tranne il nemico Berlusconi) gli hanno sempre detto che era bravo proprio per questo!!!
Pasolini, invece, sta insinuando che tutto questo, forse, non serve proprio a un bel niente. E Biagi comincia a infastidirsi, a difendere “la sua cattedra”, a togliere la parola a Pasolini e tradurre (sbagliando) il suo pensiero, a etichettarlo come "solitario" e così via. Insomma, comincia a fare il giornalista di potere alla Santoro o alla Emilio Fede (che non sono poi tanto diversi).
Ma Pasolini viaggia su un'altra dimensione. Fa l’ipotesi che nell’uomo (e perciò nel popolo) ci sia qualcosa di grande che va chiamato in gioco, interrogato e “stuzzicato”. E’ la sua capacità di riconoscere il bene da protagonista, la sua capacità critica, diciamo pure il suo “cuore”. E sa bene che “i Biagi” delle otto di sera, quelli che ti ripetono chi sono i buoni e i cattivi, che ripropongono a nausea i valori della civiltà e della costituzione, in fondo non fanno altro che spingere parole e pensieri nel cuore della gente. In fondo ne violentano la capacità critica. Certo: è solo la mia parafrasi del “Pasolinpensiero”, ma di sicuro lo sto forzando meno di quanto Biagi non faccia in trasmissione.
In tutto questo mi (e vi) faccio una domanda: oggi hanno lodato il senso di giustizia di Biagi proprio quelli che hanno lodato (o avrebbero lodato) il senso di giustizia di Pasolini. Ma quanti sanno veramente capire la differenza???

P.S. Con questo post ho espresso quello che avevo già detto qui , qui. E forse anche qui e qui. Dico sempre la solita? Sì!!! Chi può (e vuole) capire capisca.

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