L'ASSEMBLEA DI ISTITUTO
“Ieri andai dal Cancellieri, il quale è un coglione, parla di cose grandi come fossero cose piccole, e di cose piccole come fossero cose grandi”.
Giacomo Leopardi – Lettera al fratello Gherardo
“Libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.
Giorgio Gaber – La libertà
Cari studenti del ’68,
queste parole le avevo rimosse da anni. La prima frase la lessi tra i banchi di scuola (credo fosse il 1998), la seconda all’università (nel gennaio del 2000) … Mi sono tornate alla mente l’altro giorno, di fronte alla recente osservazione di una assemblea di istituto.
Decine di ragazzi a blaterare cavolate di ogni sorta sugli argomenti del giorno (cellulari vietati in classe, violenza negli stadi e palle del genere)… e tutti ad applaudire, spesso senza avere ascoltato. Poi si arriva al problema vero, quello più sentito…. e tutti vanno in delirio. Con verve da rivoluzionario russo qualcuno afferma: “A noi è vietato mangiare i dolci in classe… ma la sala professori è sempre piena di vassoi”.
Avete letto bene… il livello della discussione era questo…. E non vi dico del pathos e delle urla con cui se ne parlava…. (perciò ho ricordato il mio amico Leopardi).
Insomma, amici miei, ho visto il Nulla… E ho scoperto che il Nulla mi spaventa… questo Nulla deve spaventarci…. Ma una cosa mi spaventa ancora di più…: nessuno se ne accorge!!!
E alcuni sono pronti a chiamarlo dialogo, dibattito, addirittura “democrazia”… Mi costringono a odiarle queste parole… E quasi lo farei… se non conoscessi la loro pienezza di significato in lingua greca.
Arrivano a dirmi che quella è un’assemblea riuscita, che finalmente sono riusciti a riempire il tempo a disposizione… Ecco cosa è diventata l’assemblea: uno spazio da riempire… E pensare che il diritto all’assemblea degli studenti, dopo le contestazioni del ’68 e del ‘77, era stato ottenuto col sangue e i manganelli.
Cari amici del ’68, avete lottato per dare ai ragazzi del 2000 uno spazio vuoto da riempire… semplicemente un problema in più, come i compiti, le interrogazioni e tutte le altre cose che si devono fare sempre per forza e mai per gusto. Che boomerang: l’esatto contrario di quello che volevate! Talvolta, addirittura, i ragazzi studiano di pomeriggio (sbuffando) gli argomenti dell’assemblea, perchè non finisca senza dibattito… Il dibattito libero lo avete ottenuto coi denti, loro sono costretti a produrlo artificialmente…
Della libertà, cari amici, non si sa più cosa farne… averla è diventato un problema… Ma perché non si riesce ad amarla? Forse lo so… Perché l’inerzia piace… e sotto gli ordini, sotto i programmi degli altri, con i minuti scanditi, forse si sta più comodi…. Così nacquero le dittature…comprese quelle cosiddette “democratiche”.
“Ieri andai dal Cancellieri, il quale è un coglione, parla di cose grandi come fossero cose piccole, e di cose piccole come fossero cose grandi”.
Giacomo Leopardi – Lettera al fratello Gherardo
“Libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.
Giorgio Gaber – La libertà
Cari studenti del ’68,
queste parole le avevo rimosse da anni. La prima frase la lessi tra i banchi di scuola (credo fosse il 1998), la seconda all’università (nel gennaio del 2000) … Mi sono tornate alla mente l’altro giorno, di fronte alla recente osservazione di una assemblea di istituto.
Decine di ragazzi a blaterare cavolate di ogni sorta sugli argomenti del giorno (cellulari vietati in classe, violenza negli stadi e palle del genere)… e tutti ad applaudire, spesso senza avere ascoltato. Poi si arriva al problema vero, quello più sentito…. e tutti vanno in delirio. Con verve da rivoluzionario russo qualcuno afferma: “A noi è vietato mangiare i dolci in classe… ma la sala professori è sempre piena di vassoi”.Avete letto bene… il livello della discussione era questo…. E non vi dico del pathos e delle urla con cui se ne parlava…. (perciò ho ricordato il mio amico Leopardi).

Insomma, amici miei, ho visto il Nulla… E ho scoperto che il Nulla mi spaventa… questo Nulla deve spaventarci…. Ma una cosa mi spaventa ancora di più…: nessuno se ne accorge!!!
E alcuni sono pronti a chiamarlo dialogo, dibattito, addirittura “democrazia”… Mi costringono a odiarle queste parole… E quasi lo farei… se non conoscessi la loro pienezza di significato in lingua greca.
Arrivano a dirmi che quella è un’assemblea riuscita, che finalmente sono riusciti a riempire il tempo a disposizione… Ecco cosa è diventata l’assemblea: uno spazio da riempire… E pensare che il diritto all’assemblea degli studenti, dopo le contestazioni del ’68 e del ‘77, era stato ottenuto col sangue e i manganelli.
Cari amici del ’68, avete lottato per dare ai ragazzi del 2000 uno spazio vuoto da riempire… semplicemente un problema in più, come i compiti, le interrogazioni e tutte le altre cose che si devono fare sempre per forza e mai per gusto. Che boomerang: l’esatto contrario di quello che volevate! Talvolta, addirittura, i ragazzi studiano di pomeriggio (sbuffando) gli argomenti dell’assemblea, perchè non finisca senza dibattito… Il dibattito libero lo avete ottenuto coi denti, loro sono costretti a produrlo artificialmente…
Della libertà, cari amici, non si sa più cosa farne… averla è diventato un problema… Ma perché non si riesce ad amarla? Forse lo so… Perché l’inerzia piace… e sotto gli ordini, sotto i programmi degli altri, con i minuti scanditi, forse si sta più comodi…. Così nacquero le dittature…comprese quelle cosiddette “democratiche”.
