domenica 30 settembre 2007

Domanda-appello ai blogger lucani (..e di tutto il mondo)

Blog. Ma chi me lo fa fare?

Il lucano Giovanni Calia si incazza perché troppi blogger non pensano che a classifiche, link e palle varie! E la sua reazione mi sembra sincera. Del post, però, non mi colpisce tanto la “predica” sui cattivi blogger (che male c'è a competere... gli sport sono nati per questo?) quanto il punto di domanda che pone con intelligenza.“Forse – scrive – sarebbe il caso di tornare un po' indietro”.. Io traduco: sarebbe il caso di andare a recuperare le ragioni più autentiche per cui possa valere la pena fare un blog...
E allora, proviamoci tutti e chiediamoci: perche' vale la pena fare un blog e lanciarsi in questa avventura??? E se rispondendo (per una volta) provassimo a togliere di mezzo la solita retorica (o anche buona fede) buonista-grillista (e ora burkista)... secondo cui la rete serve principalmente a risolvere i problemi sociali e politici del mondo e blablabla? Chiedendoci (per una volta) QUANTO QUESTA AVVENTURA CAMBIA ME...PRIMA ANCORA CHE IL MONDO ???? Anche perchè... se davvero si vuol cambiare il mondo... ci sono tanti modi + radicali di qualche post o un pò di colore rosso sul blog (o sulle maglie dei calciatori)....
INSOMMA, PERCHÈ (IN FONDO..IN FONDO...IN FONDO..IN FONDO) FACCIAMO UN BLOG? La domanda è aperta a tutti!!! Perchè permette di riconsiderare noi stessi... attraverso quello che amiamo fare!! Attendo commenti e poi dico la mia..Anzi, sarebbe bello che ognuno facesse della sua risposta un post... Magari intitolandolo: “Ma chi me lo fa fare???” Oppure... "Il mio nuovo primo post".
Come vedete i mie "appelli" non chiedono solidarietà a questo o a quello... Ma solo un giudizio personale. Che a ben pensarci... costa anche un pò di + (soprattutto se sincero)!

venerdì 21 settembre 2007

Quanto cresce la rete lucana!!!

Lucania blog aggregator e PostaNotizie per un modo nuovo di fare informazione


Internauti lucani crescono. Cresce il loro desiderio di comunicare, crescono le idee e gli strumenti a disposizione. Nell’ultima settimana due belle novità. Prima un blogger aggregator a cura di Giuseppe Granieri: una utilissima vetrina per i blogger lucani più prolifici. Piuttosto complesse l’iscrizione e l’inserimento dell’immagine utente, ma la veste grafica e l’organizzazione sono di quelle che si rispettano.
Decisamente più semplice è la fruizione di PostaNotizie.it, nuovo portale di informazione partecipativa dal gruppo NovaArtis. PostaNotizie si presenta al visitatore come ogni altro sito di informazione, con le notizie che scorrono in tempo reale quasi fossero agenzie di stampa. Dietro l’apparente normalità, però, c’è qualcosa di speciale: le notizie inserite non sono scelte da una redazione o un ufficio stampa, ma pubblicate direttamente dagli utenti della rete. Tutti possono essere giornalisti in un attimo: basta un click di registrazione e, soprattutto, un’idea da esprimere o un fatto da raccontare.
Il servizio si propone a un’ampia gamma di utenti. Si va dai tanti blogger lucani (un autentico universo sommerso di opinionisti di buon livello), alle numerose associazioni locali interessate a promuovere le proprie iniziative. Il “centralismo istituzionalizzato” di Basilicatanet diventerà un ricordo? Chi lo sa… Intanto “buon protagonismo” a tutti.

Vi presento il mio nemico

R2: Repubblica si arma per la sua battaglia culturale. In nome di cosa?


Apprendo dal blogger Nicola Monteleone che Repubblica cambia volto. Il giornale si raddoppia e partorisce R2: un ricco spazio interno fatto di inchieste, storie, dossier e reportage. Vado sul sito e leggo l’editoriale di Ezio Mauro. “Tra le novità – scrive il direttore – uno spazio dedicato alle“Idee”, su cui pubblicare ogni giorno un documento inedito di qualche testimone del tempo”. Poi la stoccata finale, che quasi mi spiazza: “Si tratta di materiale utile per la battaglia culturale, quella che ci sta più a cuore nella fase che stiamo vivendo”.
Battaglia culturale? Ecco, una delle espressioni che amo di più. Perché il punto è proprio questo. Se rinnovamento deve esserci, oggi, tutto deve partire dall’affermazione di una più autentica concezione dell’uomo e delle sue forme di convivenza. E questo, naturalmente, è un problema culturale, prima ancora che politico o addirittura partitico. A Repubblica dicono ciò quando parlano di battaglia culturale.
Se sono in battaglia, però, noi vogliamo sapere anche per chi e per cosa combattono gli amici di Repubblica, per quale ipotesi di convivenza? In fondo, per quale posizione culturale? Mauro non lo esplicita. Ma noi la conosciamo. Perché il suo padre-padrone Eugenio Scalfari non si stanca di ripeterla da anni.
Personalmente non credo - scrive Scalfari - che il ruolo della specie cui appartengo sia superiore a quello delle api o delle formiche o dei passeri. La sola differenza, dovuta allo sviluppo e all’evoluzione del mio encefalo, sta nel fatto che io so di dover morire e la formica o il passero non lo sanno né lo sa il filo d’erba che nasce nel campo. Trovare il senso della vita è domanda alla quale non c’è risposta”.
Questa è un’ipotesi culturale signori miei.
Vi presento il mio nemico!!!

venerdì 14 settembre 2007

Quel che nasce da un Vaffa....

Sul merito e (soprattutto) sul metodo del V-Day

Sul merito
Le tre proposte di Grillo, ridotte al minimo, sono: 1. fuori i condannati dal parlamento; 2. per loro massimo due legislature e poi basta; 3. se è democrazia i candidati vanno scelti dal popolo e non dalle segreterie dei partiti.
Prima la 3, perché è giusta: Se è democrazia, scelga il demos (popolo), non le segreterie.
Poi la 2 (sbagliata): Se è democrazia, scelga il demos… ma chi, come e quando vuole, anche cento volte.
Infine la 1 (pericolosa): Se è democrazia, scelga il demos …… non le condanne dei giudici.

Sul metodo (ciò che mi interessa di più)
Se sto tre giorni a casa, col solo obiettivo di osservare ciò che non va in Italia, nella sua politica e nelle sue leggi... troverò almeno mille argomenti!
Beppe Grillo fa più o meno questo. E tra i mille argomenti ne sceglie tre. Che sicuramente non sono i più urgenti e lo sappiamo tutti. Ma siccome non è ingenuo, sa anche quanto tirano questi tre argomenti. E così li mette in piazza. E la partita è già vinta, prima ancora che venga il gran giorno. Certe “reazioni di massa” si possono calcolare.
Trecentomila persone ci stanno e corrono a firmare! Domani Grillo propone un’altra legge, alcuni di loro non sono d’accordo e non vanno più a firmare. Poi per un’altra proposta sono di nuovo d’accordo, poi di nuovo in disaccordo e così via. Tutti liberi di dire la propria, come e quando vogliono. E allora, cosa hanno condiviso quei trecentomila l’altro giorno? Tre proposizioni (o proposte) giuste.
Cesare Pavese, invece: “Con chi non è disposto a condividere con te il destino, non fumare neppure unasigaretta." . Neanche quella firma avrebbe condiviso.
Non mi spingo oltre, per ora. Ma pongo una domanda: Come e dove si esprime ciò che si pensa? E cioè, quale è la casa più adeguata per un’idea condivisa, la sua forma di espressione più autentica e feconda? Insomma, che possono ideare insieme delle persone che la pensano allo stesso modo sulle questioni centrali?
La domanda, come vedete, è di metodo!

lunedì 10 settembre 2007

Eurogeneration come Loreto? Semmai come Silvio...

... di schianto, dopo aver letto un'intervista al segretario della Sinistra Giovanile Lucana

* Editoriale pubblicato su Il Quotidiano dell'11 settembre 2007

Ho letto l’intervista al giovane segretario della Sinistra Giovanile Lucana sulla kermesse Eurogeneration, riportata con ampio risalto su Il Quotidiano, e subito ho avvertito l’esigenza di qualche considerazione.
Ciò è accaduto, forse, per il senso di vuoto che quelle parole ed esperienze suscitavano in me man mano che leggevo. Sembrerà strano, perché difficilmente il vuoto può avere il volto di 400 giovani festanti, provenienti da ogni dove per parlare con entusiasmo di politica, cultura e informazione.
Eppure un vuoto c’è, e nel nostro caso è rivendicato addirittura con orgoglio. “Noi, generazione senza ideologia…” era il titolo che campeggiava sulla pagina, quasi a sancire la novità storica di quel popolo festante. Eccola qui l’innominabile “parolaccia”, il mortifero virus da debellare: ideologia! Ormai nessuno la vuole, nessuno la difende più. Perché a quella parola, nell’immaginario collettivo dei nostri giorni, corrispondono stragi, deportazioni, catene, terrorismi, dittature fasciste e comuniste. Ma una certa onestà intellettuale impone ormai di andare più a fondo. E di chiarire che le brutte cose di sopra c’entrano sì con le ideologie ma sono, per la verità, solo “alcuni” frutti di “alcune” ideologie.

Perché un’ideologia, per farla breve e lasciando per un attimo tutte le negative conseguenze, è anzitutto una “concezione unitaria del cosmo e della storia”, alla quale consegue, per forza di cose, una determinata idea della politica e della convivenza umana. Ideologie, perciò, sono sì i comun-ismi e i fasc-ismi, ma anche i riform-ismi, i liber-ismi. In pratica tutti gli ismi, compreso il cristianesimo (o, appunto, cristian-ismo). Insomma, tutto ciò che riconosce la centralità ideale e storica di un (che sia uno!) aspetto e ne fa scaturire un criterio di vita e convivenza.
Perché questa premessa? Solamente perché, fino a qualche decennio fa, la politica si faceva sulla base di questa idea unitaria, le persone si aggregavano per questa idea, i partiti nascevano da questa idea. Perciò i giovani, che sceglievano partiti diversi, non amavano (e non potevano amare) la stessa musica, gli stessi film e gli stessi libri.
Ebbene! Quei giovani di Metaponto una concezione unitaria non ce l’hanno, come loro stessi ammettono. E come potrebbero averne una sola, se il partito che si apprestano a fondare ( il Pd) dovrebbe inglobare la storia politica di almeno due o tre idee unitarie?
Eppure questi giovani si uniscono, e dal 14 ottobre si uniranno con altri. Viene allora da chiedersi: se le unioni non si fondano sulla base di una idea unitaria, sulla base di cosa si fondano? E a questo punto, quasi ad eludere la fastidiosa domanda, da Metaponto arrivano le belle parole e gli slogan: passione, “Cuore qui testa altrove”, amore, futuro, protagonismo dei giovani e chi più ne ha più né metta. Sono le parole di chi, senza più una ideologia che orienti i passi, ha la necessità di aggregare e non può farlo che sulla base di passioni, sentimenti, pragmatismo politico e occhio ai cosiddetti “problemi reali”.
Sarà solo un’intuizione, ma tutto questo ricorda un modello politico preciso: Silvio Berlusconi! Quel modello che ha fatto della sfida alle ideologie un’arma elettorale portentosa, condita da messaggi di sentimenti, passioni, “discese in campo”, e slogan altrettanto generici. E anche dietro di lui, come a Metaponto, c’erano giovani entusiasti e moderni. Sarà difficile accettarlo per i protagonisti, ma tante differenze non se ne vedono.
Quelle differenze che invece si notano altrove, e che al contrario diventa conveniente oscurare. E in tal contesto accade, tra le tante cose, che il responsabile della Margherita Provinciale di Potenza, Francesco Coviello, venga allo scoperto con un deciso comunicato (“Metaponto come Loreto” – Il Quotidiano del 7 settembre) nel quale si accosta la kermesse “Eurogeneration” a quella dei giovani accorsi domenica scorsa dal papa.
Metaponto come Loreto? Certo, anche lì tanti giovani, tanta passione e tanti sentimenti. Ma a Loreto c’era un tale, vestito di bianco, pronto a ribadire con forza una “concezione unitaria della storia”, un uomo che invitava alla criticità e all’azione proprio a partire da questa concezione, non certo da una generica passione giovanile.
A Loreto c’era uno che parlava di un’idea unitaria del cosmo e della storia. Un uomo che portava, se vogliamo, un’ideologia. Questo, a Metaponto, non c’era e non poteva esserci. E non è detto che sia un bene.

mercoledì 5 settembre 2007

Un gruppo vero e inscindibile.... Where??

Commento "liberante" su un post di Sergio Ragone (clicca qui per leggerlo)

Vagavo nella blogsfera quando mi ha “catturato” un post di Sergio Ragone, forse segretario regionale della Sinistra Giovanile lucana. Parole belle, sentite e direi anche sincere... Parole come “unico, irripetibile, amore, passione” esprimevano un’esperienza vissuta nei giorni precedenti…
E mi sono detto: “mamma mia, da quale esperienza verranno mai??? dove sarà stato e con chi?”. Poi ho intuito l'esperienza che le aveva ispirate ( la fest
a eurogeneration della Sinistra Giovanile Lucana a Metaponto) e mi sono chiesto: ma davvero le parole " gruppo unico, vero, straordinario gruppo inscindibile" possono essere espresse per una simile esperienza??? Perchè sarebbe unico un partito?... e perchè inscindibile un gruppo nato da un partito?

Gli ho scritto: “Ti auguro di trovare davvero, nella vita, una cosa unica e inscindibile... Ma stai tranquillo... non la troverai nelle grandi adunate.. anche quelle che riescono bene come a Metaponto, e che ti entusiasmano perchè magari le hai costruite. Non le troverai nei partiti...Vorrei incontrarti tra 10 anni per farmi dire da te quanto poco sarà rimasto di tutto ciò... Sono davvero convinto della tua buona fede nell'esprimere quei sentimenti, ma anche tanto “scottato” da chi del sentimentalismo ha fatto un'arma di persuasione e di consenso(vedi Veltroni) per mascherare una assenza di contenuti per un partito che di fatto deve riunire identità inconciliabili. Che c'è di meglio dei sentimenti? ma alla politica vera e al popolo servono i contenuti, serve un'idea sul mondo e sulla storia (quella che con una "parolaccia" chiamiamo ideologia) e da due "ideologie" non può nascere un partito...solo una macchina di voti ... che sfrutta i sentimenti!!.

Ho esagerato a fare “il saggio” sull’esperienza altrui? Chi mi conosce di persona sa che non ho esagerato… Perché sentire certi sapori quasi ti impedisce di permettere che altri li confondano!!!
In tutto questo mi sono anche ricordato di una mia ex alunna, che mi aveva letto in classe una poesia scritta di suo pugno per un
suo amore “unico, eterno e irrepetibile”…E alla fine le ho detto… “Mio Dio… vorrei conoscere chi ti ha ispirato queste parole stupende….”. E lei: “No prof… questo è quello dell’anno scorso… ora ne amo un altro..." Naturalmente anche lui eterno e irripetibile....

Pino Suriano