Quel nazareno che ancora tira

on lunedì 26 settembre 2011
Lady Gaga, il Barcellona, il Real Madrid. Ci sono loro nella top ten dei gruppi Facebook più frequentati del mondo. Cifre intorno ai 50 milioni di fans. Si badi bene, però, che per farne parte è sufficiente aver cliccato, anche solo una volta, su "Mi piace". Poi nient'altro: si potrà scordare di averlo fatto, ma si continuerà ad appartenere a quel gruppo e ad essere conteggiati come fans.
E' per questo che appare ben più interessante un'altra classifica relativa al primo social network del mondo. E' quella proposta di recente dal sito di analisi on line "All Facebook". Non calcola il numero dei fans, ma il numero di effettive interazioni all'interno degli stessi.
Si mettono in mostra, in questo modo, non tanto i gruppi con più fans, quanto quelli che suscitano discussioni, domande e creatività audio-visive: quelli in cui si ha davvero da dire qualcosa. Chi occupa i primi posti? A questo punto arriva la sorpresa, perché in testa alla speciale classifica c'è il gruppo Facebook "Jesus Daily".
Appariva la banale creatura di un dietologo del North Carolina, Aaron Tabor, che quotidianamente incollava brani del Vangelo e su questi apriva discussioni. E' diventato molto di più: il punto di riferimento e dialogo di migliaia di persone.
Non è tutto: nella top ten ci sono anche "The Bible" e "Jesus Christ".
Il dato va preso con le pinze, e sarebbe ingenuo pensare di farne il testimonial di un improbabile rinascimento cristiano. Impossibile, poi, non tener conto del livello di banalità, se non anche dell'elevatissima dose di eresia (spesso ingenuo frutto di ignoranza, più che di malafede) presente in tante opinioni circolanti. Ma il dato rimane, imponente. E ogni pur fondata prudenza critica non basta a cancellarlo: di Lui si parla ancora. Continua a essere pro-vocante, nel senso letterale del termine: chiama a discutere, a far parlare di sé. Per dirla col linguaggio dei più giovani, "tira" ancora.
Cosa attira di lui? Domanda troppo grande. Qualcosa si comprende, però, dal tono di molte discussioni e domande, alle quali difficilmente può dare aiuto concreto la distante ed estemporanea relazione del web.
Più che la Sua attualità, la Sua bontà, la Sua moralità, sembra che attiri la Sua pretesa, la possibile verità di questa Sua pretesa. Quella di essere il punto, il luogo, Colui che salva il mondo, che non lo fa morire, che rende vittoria ciò che sembra sconfitta. Anche quando la crisi sarà risolta, il lavoro trovato, l'Italia fuori dal rischio default, la Casta politica cacciata dalla presunta "Italia perbene", quando ogni nostro problema imminente sarà risolto, chi ci salverà? Dalla morte, dalla fragilità, dall'infelicità? Domanda infantile, dicono tanti "saggi" del nostro tempo.
Sarà pure, ma quando il desiderio si fa vivo, pungente (perché è la vita che punge), quel nome torna ad accendere cuore e intelligenza di tanti. Quelle quattro lettere (cinque in lingua inglese) tornano a essere la sequenza più battuta dalle tastiere dei giovani del nostro tempo. Più di Lady Gaga, del Barcellona e del Real Madrid. Ancora oggi, nell'anno 2011 ...dopo Cristo.

Pino Suriano !-- AddThis Button BEGIN -->

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